In ogni parte della macchina sarà disponibile un sistema di rotaie che, unendo le diverse parti della macchina, andrà a formare un sistema continuo di rotaie. I transmoduli saranno dotati di una pompa del vuoto, un motore di azionamento e di un sistema proprio di controllo elettronico ed elettrico. L’energia ed i dati verranno trasmessi senza contatto ed i moduli faranno parte del controllo Schubert VMS.
Nella macchina confezionatrice TLM del futuro un transmodulo terrà ferma la scatola formata dal fondo per mezzo di ventose. Questo procedimento si è già rivelato molto vantaggioso nei trasportatori a vuoto. Le scatole, trasportate dal transmodulo, attraversano l’intera macchina oppure tutte le parti della macchina. Alla fine il modulo si rovescia verso il basso e torna alla posizione di partenza viaggiando appeso alle rotaie. Nel caso di guasto di un modulo la macchina si arresta brevemente, il modulo seguente spinge il modulo guasto fuori dal sistema e si prosegue il lavoro.
Di enorme importanza per tutti questi componenti altamente tecnologici e soprattutto per i componenti del sistema TLM è che gli apparecchi siano dotati di un’intelligenza propria sufficiente, mentre la programmazione consiste soltanto più nell’inserimento dei parametri. Questo è uno dei principi che ispira il lavoro della Schubert.
Per il cambio del formato probabilmente già nel 2011 due transmoduli realizzeranno il trasporto degli utensili da e per le singole parti della macchina. In questo senso si può dire che i lavori di progettazione e sviluppo del cambio automatico dell’utensile hanno dato origine all’idea del transmodulo.
Il transmodulo segnerà l’apertura di una nuova frontiera nella costruzione delle macchine confezionatrici e secondo la Schubert al più tardi all’Interpack 2011 sarà il tema dominante. In definitiva il transmodulo contribuirà a razionalizzare ulteriormente la costruzione delle macchine confezionatrici, dando loro livelli di efficienza ancora più alti ed una flessibilità ancora maggiore.
Come sempre quando si comincia qualcosa di nuovo si scoprono delle possibilità che sembravano impensabili in precedenza. A parere dell’amministratore dell'azienda Gerhard Schubert è proprio questa la cosa più avvincente del cercare nuove soluzioni ed è per questo che nelle nuove progettazioni non si può mai dire quando si finirà: chissà dove ci porterà il transmodulo.
Anche l’esigenza di limitare i consumi energetici ha influenzato la progettazione del transmodulo che infatti necessita veramente di energia soltanto nell’accelerazione da fermo al raggiungimento della sua velocità di spostamento che può arrivare fino a 5 m/secondo. Quando poi il transmodulo decelera e si posiziona p.e. esattamente sotto al settore di riempimento di un robot, il motore di azionamento passa alla funzione di generatore, fornisce cioè corrente che viene accumulata nei condensatori e successivamente utilizzata per il prossimo posizionamento. Questa tecnica tra l’altro è quella utilizzata da tutti i servoazionamenti delle macchine confezionatrici TLM.