L'inizio della storia delle macchine per l'imballaggio TLM risale ad un giorno del 1959 in cui Gerhard Schubert suggerì ai suoi colleghi più anziani d’inventare un sistema modulare per macchine confezionatrici e ricevette soltanto delle risate di commiserazione. L'idea però continuava a perseguitarlo e quando nel 1966 fondò la sua azienda, decise subito di realizzarla, creando dapprima un gran numero di elementi costruttivi per configurare le macchine per l'imballaggio top loading e successivamente, alla fine degli anni '70, giunse alla convinzione che la giusta via passava attraverso la tecnologia robotizzata. Nel 1984 ecco il traguardo: il primo robot per l'imballaggio, che, preciso come un orologio, inaugura una nuova epoca per le macchine confezionatrici. Già i primi robot erano forniti di un controllo progettato appositamente dalla Schubert. Ecco la conferma che la flessibilità desiderata si può raggiungere soltanto facendo guidare la parte meccanica della macchina da controlli intelligenti. Alla fine degli anni '90 si sviluppa la filosofia di progettare le macchine secondo il modello antropomorfo. Con l'impiego di una meccanica semplice, un controllo intelligente e degli utensili sostituibili nasce quindi il sistema TLM.
Le macchine per l'imballaggio TLM sono sul mercato dal gennaio del 2002 e hanno conosciuto nel tempo un successo ed uno sviluppo che si possono definire sicuramente unici. Il sistema delle macchine TLM consta, ci crediate o no, di sette componenti di base e pronunciare il numero sette in questo caso è un vero piacere. Sono solo sette i moduli appartenenti al sistema delle macchine per l'imballaggio TLM: il robot TLM-F3 per il prelievo di materiale da imballo dai magazzini, la catena di raggruppamento, il robot confezionatore TLM-F2, il robot pick-and-place TLM-F44 dotato di un sistema visivo, il transmodulo, il telaio macchina ed il pannello di comando. A proposito, la sigla TLM è l’abbreviazione di Top-Loading-Maschine.
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